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Storia della razza: gli anni '40

Il periodo che va dal 1940 al 1950 può essere diviso in tre momenti. Certamente il denominatore comune del periodo fu la 2° Guerra Mondiale, e non solo per gli eventi bellici in sé, ma anche per i cambiamenti socio-politici che portò per l’Italia.

Circa il primo periodo della Guerra, almeno sino all’armistizio del 8 settembre 1943, i documenti disponibili non lasciano trasparire grandi mutamenti nell’assetto e nell’operatività del lavoro di selezione sulla razza. Infatti, si tennero regolarmente sia le uscite di selezione dei nuovi nati che dei soggetti di 30 mesi; anche la Mostra di Verona continuò senza apparenti difficoltà.

Altrettanto si può dire degli acquisti stalloni che proseguirono con regolarità anche nel 1940, 41 e 42. Anzi, proprio di questo periodo furono alcuni grandi stalloni quali Opimio e Pario che si rivelarono dei capostipite di grandi famiglie successive di stalloni e fattrici. Pario, in particolare, fu il primo classificato dei Concorsi della loro generazione (Mostra 1940 e 1941).

Negli archivi di ANACAITPR disponiamo del primo libro in cui venivano registri (veri e propri libri) i giovani maschi di 30 mesi con la loro valutazione ed il prezzo di acquisto se comperati dal Deposito di Ferrara.

Si può senza dubbio dire che il periodo tra il 1940 ed il 1943 fu un momento di ulteriore consolidamento del lavoro di selezione della razza come lo erano stati gli anni ’30.

 

ANNOTAZIONE STORICA

Lo stallone Pario, figlio di Laureat, fu valutato il 19 settembre 1941 e successivamente rivisto nella Mostra di Verona il 12  ottobre 1941. Fu acquistato dal Deposito di Ferrara per la somma di 26.000 £ le misure erano: statura 154 cm, Torace 200 cm e Stinco 24 cm. Punteggio di 15 alla Mostra (il massimo della sua generazione).

Valutazione:

- Pregi: tipico, robusto, buon tronco buone articolazioni, buoni diametri, buone masse muscolari e buoni caratteri secondari;

- Difetti: linea dorsale leggermente depressa, un po’ chiuso nel disotto anteriormente, movimenti un po’ limitati.

 

Importante sottolineare che tutte queste date, misure e valutazioni sono registrate oggigiorno nell’archivio informatico  del LG CAITPR. Nei primi anni ’90 si è infatti proceduto ad inserire tutto il materiale storico disponibile in tale archivio informatico che rappresenta, quindi, una vera e propria base dati operativa per l’attività di Libro moderna ma anche un altrettanto completo archivio storico della razza.

Circa i famosi libri di registrazione dei giovani maschi, va detto, a titolo di curiosità, che essi contengono anche i 30 mesi di razza Haflinger e Norica nonché gli stalloni asinini. 

Problemi ben più marcati si ebbero con l’armistizio del settembre 1943 e fino al 1945. Nel triennio 1943-1945 non si tenne la Mostra di razza (per questo dal conteggio delle edizioni della Mostra Nazionale dal 1934 ad oggi mancano 3 annate). Inoltre, nell’autunno del 1943 non si tennero visite di valutazione dei giovani puledri e dei 30 mesi. Queste visite furono però recuperate nell’inverno del 1944. Infatti le date delle visite dei giovani stalloni della generazione 1941 (lettera iniziale R) avvennero a fine gennaio 1944. Anche gli acquisti stalloni vennero effettuati con una media di prezzo di 49.000 £ (molto più elevata che nel biennio precedente.

Causa dell’inflazione bellica probabilmente).  La vera crisi operativa avvenne proprio con il 1944, perché non vi è traccia di documenti circa le visite puledri o stalloni.

Solo nell’autunno 1945 ci fu una timida ripresa e una revisione di giovani stalloni della generazione del 1942 (lettera nome S): ne furono recuperati però solo 2: Serio 2° e Salerno.

Anche le annotazioni sui registri sono molto più scarne e disordinate.

L’attività riprese poi a pieno ritmo nel 1946 con il consueto assetto: visite di valutazione puledri sotto madre, visite valutazione giovani stalloni e ripresa della Mostra di razza nell’autunno del 1946. Però i giovani stalloni della generazione 1944 (lettera U) furono in tutto solo 8.

Non si hanno notizie precise e documenti di quell’epoca anche perché molto dell’archivio di Ferrara andò disperso nel 1943, ma è evidente la grande crisi che si attraversò in quegli anni. Le memorie raccolte presso gli allevatori che vissero quei momenti parlano di requisizioni, macellazioni di puledri etc. e lavoro del Deposito e della selezione molto aleatorio.  Si persero gran parte delle generazioni puledri del 1944-1945 e anche molte fattrici vennero a mancare.

Del resto non poteva essere diversamente; la guerra era “passata sopra la razza” lasciando segni evidenti.

L’attività di selezione riprese invece a pieno ritmo nel 1947 con il medesimo assetto degli anni dell’anteguerra. Un’annotazione storica molto importante: il parco stalloni del Deposito era invecchiato e non vi era molta possibilità di rinnovo in tempi immediati sia per problemi economici che per la mancanza di giovani stalloni.

Ad esempio, nel 1947 furono presentati solo 28 giovani maschi di 30 mesi. Un numero esiguo se confrontato con i 92 della generazione 1940 e gli oltre 100 della generazione 1939. (I numeri non devono impressionare perché allora vi era una diffusissima presenza di cavalli e di stazioni di monta).

Una mano in questo frangente la dettero gli allevatori privati mediante l’importazione di alcuni stalloni Bretoni nell’immediato dopoguerra. Non furono, in genere grandi riproduttori, ma alcuni dettero qualche risultato (come Courageux o Dalch Mad). Una curiosità, venne inserito tra le produzioni selezionate anche uno stallone Ardennese: Duc del la Haje.

Con il 1947 riprese il rinnovo del parco stalloni del Deposito di Ferrara. Il top price della generazione fu Vento pagato 400.000 £, ben 15 volte in più del top price del 1941, quindi.

Con gli anni 1948-1950 si rientrò nella piena normalità ma furono anni difficili sotto il profilo socio-economico. Nei documenti ufficiali si trova riscontro dei problemi legati ai grandi scioperi agrari del dopo guerra che portarono molti proprietari a macellare un grande numero di puledri. A quel tempo la razza era allevata soprattutto in aziende agricole medie e grandi con molti salariati e, quindi, soggette agli scioperi del personale senza contare i provvedimenti economici quali il famoso “imponibile di manodopera”.

In ogni caso, la situazione andava migliorando e portandosi verso la normalità.

Ma il fatto più importante dell’immediato dopoguerra fu la fondazione dell’Associazione Allevatori del Cavallo Agricolo Italiano da Tiro pesante rapido che nacque 11 MARZO 1946 a Verona per volontà di alcuni allevatori con lo scopo di affiancare il Deposito stalloni nella selezione della razza. Primo Presidente fu l’Ing. Mario Pasti uno dei maggiori allevatori della razza ed anche uno dei fondatori della razza stessa. Questa fondazione rientrava nella logica dei rapporti tra Stato ed imprenditori dell’epoca che vedeva, tra l’altro, nascere l’Associazione Italiana Allevatori AIA nel 1944 ed altre entità analoghe. Si stava facendo evidentemente sentire l’esigenza di una partecipazione più attiva degli allevatori al lavoro di miglioramento della razza. Un’esigenza legata all’evoluzione portata dai cambiamenti politici ed economici legati alla guerra, probabilmente.

Va evidenziato che questa prima Associazione è la progenitrice diretta dell’attuale ANACAITPR che ne è un’evoluzione senza alcuna soluzione di continuità. Furono modificati Statuti in varie epoche, ma quella che noi conosciamo oggi è diretta erede di quella del 1946 e ha sede a Verona proprio per tale motivo storico.

Una delle attività principali cui si dedicò l’Associazione fu l’attivazione di un Convegno sulla razza che ebbe luogo a Verona il 7-8 marzo 1948. Negli archivi disponiamo della relazione presentata dal Colonnello Palmieri Comandante del Deposito di Ferrara che è molto ampia e riporta tutta una serie di approfondimenti sulle misure biometriche e sulla caratteristiche della razza. La relazione traccia una prima bozza del Regolamento di Libro Genealogico (Disciplinare) e delle Norme Tecniche. Interessante rilevare che alcune delle cose scritte sono molto attuali e che alcuni passaggi proposti per il Disciplinare di Libro Genealogico si ritrovano ancora nell’attuale Disciplinare. Ma di ciò si parlerà in un articolo specifico.

 


 

 

ANNOTAZIONE STORICA: per la prima volta appare in documenti ufficiali un nome per la razza: Cavallo da Tiro Pesante Rapido; non ancora il nome completo perché i suffissi “Agricolo Italiano” saranno introdotti alcuni anni dopo. Non si sono trovati riscontri storici sul come questa denominazione fu coniata. Però alcune deduzioni sono possibili. Innanzitutto, è probabile che si tratti di un nome nato dopo la guerra o sul finire di essa, quando l’interesse militare per i cavalli era chiaramente superato. Fin tanto che l’obbiettivo militare era preminente, si parlò sempre di Cavallo Postiere, Cavallo artigliere o altro simile. In secondo luogo, è marcato il fatto di distinguere la produzione italiana dalla razza progenitrice francese. Sparisce infatti, la dicitura Derivato Bretone. Questa è una consapevolezza probabilmente maturata negli allevatori italiani dopo aver consolidato la razza e ciò avvenne sicuramente negli anni ’40.  Come poi si arrivò al nome completo Cavallo Agricolo Italiano da tiro pesante rapido è altrettanto nebuloso. Forse, anzi probabile, che si tratti del frutto dell’immaginazione di molte persone. Ma può darsi che qualcuno, più “creativo” di altri, l’abbia proposta un bel giorno e avesse successo. La denominazione ebbe comunque successo e fu utilizzata e condivisa rapidamente; e malgrado l’innegabile complessità, questo nome è poi giunto inalterato sino a noi dopo circa 70 anni di aneddoti della razza. 

 

  Redazione del testo a cura del Dott. Giuseppe PIGOZZI Direttore dell'Ufficio Centrale di Libro Genealogico - ANACAITPR


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